Sipatech s.r.l.

 

NORMATIVA COMUNITARIA

Sulla scia del Protocollo di Kioto il “Libro Bianco del 1997” sulle Fonti rinnovabili e il “Libro Verde del 2000” sulla Sicurezza delle fonti di approvvigionamento energetico hanno ribadito l’esigenza di favorire la promozione delle fonti rinnovabili e impegnano gli Stati membri a ridurre le proprie emissioni di gas serra. Entrambi i provvedimenti invitano gli Stati a realizzare l’obiettivo del 7% nell’impego di carburanti di origine agricola entro il 2010 e del 20% entro il 2020 e a coprire con misure di ordine fiscale il differenziale di prezzo fra io biocarburanti e i prodotti di origine fossile.
La direttiva sui Biocarburanti 2003/030/CE esorta gli Stati membri a provvedere affinché una percentuale minima di biocarburanti sia immessa sui loro mercati e a definire degli obiettivi indicativi nazionali, fissando al 2% la quota di mercato di riferimento per il 2005 e al 5,75% quella per il 2010.
La direttiva 2003/96/CE ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e sancisce, all’art.16, la possibilità per gli Stati dell’Unione di applicare esenzioni o riduzioni aliquote di imposta su una serie di prodotti tra xcui l’alcool etilico.

Protocollo di Kyoto
(Wikipedia)

 

NORMATIVA NAZIONALE

Il Programma nazionale per l’Energia Rinnovabile da Biomasse messo a punto dal Ministero delle Politiche Agricole indica quali dovrebbero essere le Linee guida in sintonia con il Libro Bianco e il Libro Verde della Commissione Europea.
L’art.22 della legge 388/2000 (Finanziaria 2001) ha dato la possibilità di incrementare l’utilizzo di Fonti energetiche rinnovabili attraverso uno stanziamento di 45,5 milioni di euro, in termini di minor entrate per l’Erario, mirato a defiscalizzare parzialmente il Bioetanolo e l’ETBE.
Il Decreto del Ministero delle Finanze 96/2004,all’art.1 comma 1, approva in via sperimentale per una durata di 3 anni, l’utilizzo come carburanti, da soli o in miscela, dei prodotti di seguito riportati:

  • Bioetanolo derivato da prodotti di origine agricola
  • Etere etilbutilico ETBE derivato da alcole di origine agricola
  • Additivi e riformulati, prodotti da biomasse, utilizzati come additivi per benzine e per gasolio, escluso il biodiesel.

La legge 30 dicembre 2004 n.311 (Finanziaria 2005) ha modificato quanto previsto nella finanziari del 2001 traslando il progetto del bioetanolo al triennio 2005/2007 e, soprattutto allocando 219 milioni di euro per le agevolazioni fiscali. Questo stanziamento avrebbe dovutio consentire di produrre in 3 anni circa 3 milioni di ettolitri di etanolo agricolo (vinico, da barbabietole, da cereali) da destinare principalmente alla trasformazione in ETBE. Tuttavia a causa di intralci burocratici non è stato ancora prodotto un solo litro di bioetanolo a valere sugli stanziamenti della Finanziaria 2005.

L’11 marzo 2006, è stata emanata la legge 81 che prevede l’obbligatorietà dell’integrazione nelle benzine di bioetanolo in percentuali crescenti. In particolare, in applicazione di tale legge, dovrebbero essere impegnati 3,1 milioni di ettolitri(310.000.000 lt) di bioetanolo nel 2006 e 15,6 milioni nel 2010 (1.560.000.000 lt).

 

Con la Finanziaria 2007 è stata ampliata la portata della legge 81-2006 rendendo più razionale e realistico (1% nel 2007 e 2% nel 2008) l’obbligo di integrazione del bioetanolo nelle benzine (o meglio dei biocarburanti nei carburanti fossili)e rinnovando per un triennio la defiscalizzazione per il bioetanolo (per 73 milioni di euro l’anno)
E’ stato altresì confermato la vigenza dell’ultimo anno di defiscalizzazione (il 2007) sancito dalla Finanziaria 2005.
Ci troviamo quindi di fronte ad un sistema misto tra defiscalizzazione e obblighi di integrazione.

 

QUANTITATIVI DI BIOETANOLO DEFISCALIZZATI RISPETTO A QUELLI DA UTILIZZARE OBBLIGATORIAMENTE

(2007-2010 IN ETTANIDRI)

Sul fronte attuativo, mancano ancora i regolamenti previsti dalla Finanziaria 2007 relativamente alle procedure di applicazione dell’obbligo e le sanzioni per chi non dovesse adempiervi.
Quanto alla defiscalizzazione, non è stato ancora ottenuto il nulla osta al progetto italiano. Nella finanziaria 2007 l’Italia si è impegnata a rispettare la sentenza Deggendorf sugli aiuti di Stato illegittimi, ma Bruxelles finora non ha ritenuto sufficiente quest’impegno, anche se ha giudicato impeccabile sotto il profilo fiscale ed ambientale il progetto italiano di detassazione del bioetanolo (Comunicazione del settembre 2006)

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