| BIOETANOLO E L’AMBIENTE
Il Cipe (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica) già nel 1999 ha manifestato un particolare interesse verso la filiera dei biocombustibili BIOETANOLO e BIODIESEL, alfine di dare delle risposte praticabili e in tempi ridotti per poter contenere entro limiti accettabili l’inquinamento causato dai combustibili di origine fossile usati per i trasporti, presente soprattutto nelle grandi città. Il traffico stradale è responsabile per il:
- 93% delle emissioni di ossido di carbonio
- 60% di quelle di idrocarburi e ossidi di azoto
- 12% di anidride carbonica
I Biocombustibili per contro:
- Sono di origine vegetale e quindi non contribuiscono ad incrementare l’emissione di anidride carbonica in atmosfera
- Non contengono zolfo
- Contengono nella loro molecola ossigeno consentendo una significativa riduzione delle emissioni di ossido di carbonio e di composti incombusti
- Evitano l’emissione di altre sostanze nocive (benzene ecc) associate alla combustione di combustibili fossili per autotrazione
- Sono totalmente biodegradabili
L’etanolo può essere miscelato, in percentuali variabili direttamente nella benzina in osservanza alle normative locali:
- BRASILE 20% e oltre
- USA 5,7÷10%
- EUROPA 5.75%
L’alternativa più valida all’impiego diretto dell’etanolo è quella di porlo in sintesi chimica con l’Isobutene a creare l’ETBE (etere etilbutilico) derivato alto ottanico con finalità antidetonanti, che permette di aumentare il tasso di compressione e di fatto l’efficacia del motore. In quanto etere inoltre contiene ossigeno nella molecola, che gli consente di contribuire a migliorare le emissioni veicolari degli agenti inquinanti. |